Discorsi ermetici con Onir




Note



Introduzione dell'autore



Nota 1 Ermete Trismegisto
Hermes Trismegistus è la traduzione greca per il nome dell’egiziano Toth, dio della luna, della scrittura, della sapienza, messaggero degli dei e guida delle anime nel mondo ultraterreno. Il Corpus Hermeticum è la raccolta di 17 trattati in greco ed uno in latino (Asclepio) che viene attribuita al sommo maestro, ma che la storiografia insegna essere opera di diversi autori, probabilmente iniziati, di non ben identificata e poca.
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Nota 2 Uno plotiniano
Il filosofo greco Plotino, osservando che anche il pensiero è molteplice, poiché presuppone un soggetto pensante ed un oggetto pensato, concepisce l’Uno, la divinità, superiore allo stesso pensiero, semplice, indipendente, assolutamente libera ed ineffabile, principio di ogni essere e causa della loro esistenza.
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Nota 3 Essenza
Vorrei qui che si intendesse la parola Essenza verosimilmente come pensava Cartesio, ovvero ciò che costituisce il nucleo costante d’una cosa o essere, in opposizione alle sue modificazioni che non lo toccano se non in maniera superficiale, occasionale e transitoria.
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Nota 4 Ecceità
Viene dal vocabolo latino haecceitas, che a sua volta viene dal greco τό τοδε τι che significa ‘questa cosa qui’. Il termine venne coniato da Duns Scoto per esplicare il principium individuationis, ossia il principio per cui nei vari individui si possono distinguere tutti i caratteri peculiari che li differenziano. Il più importante di tali caratteri è la volontà: se ne deduce che l’ecceità possiede una forta tendenza volontaristica contrapposta all’intellettualismo tomista.
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Nota 5 Coscienza
Vorrei proporre qui la triplice definizione di coscienza offerta dal Morselli: «Coscienza (dal latino conscire = sapere con) è la conoscenza immediata, diretta dei propri stati; oppure, il ripiegarsi dello spirito sopra se stesso per indagarne il contenuto; o, terzo significato, l’isieme dei processi psichici che si succedono nel nostro intimo», E. Morselli, Dizionario di Filosofia e Scienze Umane, ed. Signorelli Milano 1989
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Nota 6 identificativa
Ad essere ancora più precisi le leggi alchemiche si presentano come una sorta di corpus dinamicamente statico, poiché esse sono assolutamente precise e costanti nelle trasformazioni, ma al medesimo tempo sono adattabili a seconda del sentiero che si è intrapreso. Si potrebbe dire che il loro dinamismo è nella loro strutturale adeguazione applicativa, mentre la loro staticità sta nell’adeguazione perenne dei principi tirati in causa.
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Nota 7 dialogo
Per Platone la dialettica consiste nel salire di proposizione in proposizione, di concetto in concetto fino alle verità massime e generali, chiamati Princìpi o, meglio, Idee. Questo processo si chiarisce e si rileva nella discussione fra più interlocutori, o anche mediante un dialogizzare tutto interiore (ricerca di se stessi).
Inoltre, vorrei riportare anche l’idea di Hegel, secondo il quale la dialettica è la capacità di riconoscere l’unità dei concetti contraddittori e nello scoprire il principio di tale unità in un concetto superiore. Sebbene possa essere travisato, è giusto credere che Hegel volesse affermare il superamento del dualismo per approdare ad un monismo necessario cui il pensiero e lo spirito sono attratti per natura. La realtà è duplice, lo spirito è unitario.
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Nota 8 Socrate
Per l’argomento si veda Platone, Apologia di Socrate, qualunque edizione.
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Nota 9 daimon
Platone riporta nei suoi dialoghi che Socrate si sentiva fortemente guidato da una specie di entità che presiedeva alle sue azioni, affinché queste fossero sempre orientate verso una scelta giusta e benevola.
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Nota 10 Sapienza Assoluta
C’è qui un’altra tematica cara alla filosofia, quella della concezione della Verità. L’ermeneutica si è interrogata su di essa sin dai tempi più antichi, ma una risposta esauriente e positiva non si può offrire. Esistono, infatti, due correnti di pensiero diametralmente contrarie: la prima, che fa capo all’ermetismo ed alla misteriosofia, pensa alla Verità come ad un corpus di Sapere perfetto da scoprire e svelare; la seconda, propria dell’ermeneutica più moderna (Peirce, Gadamer) crede che la Verità si vada costruendo con le scoperte positive della scienza e le riflessioni della filosofia, cosicché la Verità prenda corpo col progresso del tempo e col progredire della società civile. Dal canto mio, sento per trasporto ed intuizione che la prima concezione è quella reale e giusta, mentre vedo nella seconda una giusta riflessione, senza dubbio, ma legata ad un piano della Verità più basso rispetto all’Arcana Sapienza. La scienza non può penetrare il velo della Conoscenza perché non può, non ha gli strumenti adeguati: ecco perché la Verità dei Filosofi è più profonda e segreta delle scoperte scientifiche. Queste sono utilissime, ma non ultime.
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Nota 11 mondo
Rudolf Steiner, La filosofia della Libertà, ed. Antroposofica, p.27.
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Nota 12 Carlo Michelstaedter
di cui diremo più avanti, è il filosofo de La Persuasione e la Rettorica, sua opera principale (ed. Adelphi). Il motto sopra riportato è indicato alla base del ritratto a matita che Michelstaedter, appassionato pittore e caricaturista, fece in memoria di Schopenhauer, filosofo in cui trovò messaggio simile a quello ermetico, specialmente da una prospettiva etico-sociale e squisitamente filosofica.
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Nota 13 armonia
Viene riecheggiata qui la filosofia del grande filosofo classico Empedocle di Agrigento, probabilmente un iniziato. Per approfondire si veda il suo testo, giunto a noi solo in pochi versi, intitolato Poema Fisico e Lustrale.
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Nota 14 l'altra
Renè A. Schwaller de Lubicz,
Verbo Natura, ed. Tre, p.73-74. Ritorna al Testo



Nota 15 dannazione
Tengo a precisare che dannazione non ha qui il comune significato di disperazione, di condanna alle pene più atroci. Onir in vero intende dirmi che nel momento in cui mi svelasse, in un breve lasso tempo, i segreti della Grande Opera, mi priverebbe radicalmente del suo intimo significato di ricerca, di indagine: verrebbe a mancare il senso stesso del percorso, quindi mi condannerebbe per sempre alla incapacità di comprendere a fondo i misteri. Le sue eventuali rivelazioni immediate sarebbero fraintese così tanto che i segreti rimarrebbero ugualmente celati, a causa della mia inadatta comprensione di essi, ed io rimarrei zoppo a vita sul tortuoso cammino in cerca della Verità e della Conoscenza.
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Nota 16 Karma
La parola Karma in sanscrito significa esattamente azione, moto, atto.
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L'acqua



Nota 17 Otto
Ccon i suoi simili come Ottone, Oddo, Odino etc., deriva dall’arcaico germanico audha, che significa ‘ricchezza’, a testimonianza del fatto che le parole di Onir sono inestimabili tesori per gli iniziandi Filosofi..
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Nota 18 Materia Prima
Da non confondersi con Prima Materia: questa è la materia al suo stato primordiale, mentre la Materia Prima è ciò da cui parte l’attività operativa della Grande Opera o
Chrysopeia. Ritorna al testo



Nota 19 filosofica
Ad esempio, Talete nel fa la causa materiale del mondo, Empedocle la annovera nella teoria dei quattro elementi costitutivi del cosmo.
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Nota 20 dalla quale
Quando Onir pronunciò queste due parole lo fece scandendole lentamente e con precisione, di modo che potessi intendere bene ciò che stavano a significare.
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Nota 20 Carlo Michelstaedter
È nato a Gorizia nel giugno del 1887, ed ivi è morto suicida nell’ottobre del 1910. La sua vita fu tanto breve quanto intensa di riflessione e coscienza. Il livello di maturità spirituale e speculativa da lui raggiunto nelle sue opere è stato da pochi compreso a fondo e rivalutato. I suoi scritti principali sono: La Persuasione e la Rettorica, il Dialogo della Salute, le Poesie, in cui si esplica la sensibilità di un uomo oltre ogni limite imposto dalla società dei retori. L’uomo disilluso, disincantato, ovvero il persuaso, prende coscienza di ciò che fa il mondo sociale retorico e se ne libera per mantenere viva in lui la fiamma della libertà, della coscienza, della purezza umana; ma l’essenza della vita si coglie solo ponendosi in equilibrio sulla lama che separa vita e morte: al cospetto della morte, con la presa di coscienza della sua necessità, l’uomo può cogliere la sua più intensa natura, la vita. Così come Buddha e Socrate, Cristo è considerato da Michelstaedter uno dei massimi esponenti della Persuasione nella storia della civiltà: per essere vivi, cristiani, non bisogna copiare la vita di Gesù, ma riproporla, riviverla nella vita di ognuno di noi. Questo è il monito vero e fondamentale del cristianesimo: non la fede cieca e bigotta, meschina e gretta, ma l’audacia nel porsi ad essere Cristo, figli legittimi del dio che ci ha creato.
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Nota 22 Archetipo
Si tengano ben presenti le parole recitate dagli officianti della messa: “per Cristo, con Cristo e in Cristo”.
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Nota 23 Acqua primordiale
Vorrei ricordare che anche nella teologia egizia (tanto in quella di Menfi quanto in quella di Elaiopoli), la creazione parte dalle
Acque Primordiali chiamate Nun, dalle quali sorge la terra sulla quale spunta il dio degli dei, Ra. L’assonanza con la tradizione ebraico-cristiana è senza dubbio lampante. Ritorna al testo



Nota 24 Cristo
A tal proposito, voglio sottoporre all’attenzione del lettore un aforisma di Johannes ‘Meister’ Eckhart, filosofo, predicatore e mistico tedesco a cavallo fra il XIII e XIV secolo, di confessione domenicana: «Ascoltate il paragone del mio occhio e del legno. Quando il mio occhio è aperto, è un occhio; quando è chiuso è lo stesso occhio. Quanto al legno, non gli aggiunge o toglie nulla il fatto di essere visto o no. Ma se il mio occhio, che è uno e semplice in se stesso, si apre e proietta la sua visione sul legno, ciascuno dei due resta quello che è, e tuttavia, nel compiersi della visione, diventano come una cosa sola, tanto che si potrebbe chiamare davvero ‘occhio-legno’, e il legno è il mio occhio. Ma se il legno fosse immateriale, assolutamente spirituale come la visione del mio occhio, in verità si potrebbe dire che, nel compiersi della visione, legno ed occhio costituiscano un solo essere. Se questo è vero per le cose materiali, lo è molto di più per quelle spirituali», Meister Eckhart, La via del distacco, ed. Mondatori, p.69.
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Nota 25 invidiosi
Il termine
invidioso in Alchimia si attribuisce ad un alchimista che nei suoi scritti abbia rivelato davvero pochissimo ai lettori, serbando alacremente tutti i segreti; usualmente egli ha disseminato le sue opere letterarie di trabocchetti e doppi sensi tanto vistosi che non solo il lettore non riesce a carpire nulla, ma viene anche fuorviato completamente. Tali alchimisti sembra vogliano dissuadere chiunque incontri i loro testi dalla ricerca filosofica. Ritorna al testo



Nota 26 chimica filosofica
Voglio sottolineare che con “chimica filosofica” si vuole porre l’attenzione sull’approccio allo studio ed all’ermeneutica della materia. Ovviamente, la radice comune delle due parole –chimia è la medesima e viene da KeM, che in geroglifico egizio descrive la terra nera del Nilo, il limo divino portatore di vita. Dunque, la differenza fondamentale fra chimica ed alchimia sta nell’approccio alla materia di studio: scientifico-dualistico per la chimica, olistico- monistico per l’alchimia. La chimica pensa ai calcoli, l’alchimia intuisce e sfrutta le essenze che la chimica non può ammettere né riconoscere. Ecco perché l’alchimia si intende come Ars Regia, arte, mentre la chimica è semplicemente disciplina scientifica.
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Nota 27 Rudolf Steiner
(1861-1925) è il fondatore del movimento filosofico-scientifico denominato Antroposofia, la cui attività si propone come Scienza dello Spirito (e non come surrogato religioso o similari). Questa scienza del soprasensibile spazia in tutti i settori della scienza naturale positiva, tentando di arricchirla del suo bagaglio di esperienze spirituali e metafisiche. Per quanto riguarda l’argomento qui citato, ovvero quella della ‘nutrizione’ degli esseri animali, si può fare riferimento al testo La fisiologia occulta, in cui la tematica è espressamente affrontata e sviscerata.
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Nota 28 Michel Sendivogius
1566-1646), nato in Moravia e morto a Cracovia, è un alchimista meglio noto col nome di Cosmopolita. Le sue due opere alchemiche a noi giunte sono la Lettera filosofica molto apprezzata da quanti si compiacciono delle verità ermetiche e gli Errori degli alchimisti.
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Nota 29 pneumatico
Nell’antica cultura greca, il pneuma (πνεύμα) era il soffio vitale. Con questa parola gli stoici definivano la forza originaria divina che anima l’intero cosmo. Data la sua corrispondenza fisica con il soffio, il respiro, ogni essere è perciò pneumatico in duplice veste: quella spirituale e quella empirica.
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Nota 30 balsamo radicale
Secondo Paracelso il balsamo radicale è una sostanza ignota ed untuosa che attende alla sopravvivenza materiale del corpo umano ed animale in generale. Senza di esso non c’è nessuna possibilità di vita fisiologica. La sua funzione, però, è duplice, data la sua straordinaria natura: esso collega ciò che sta in alto con ciò che sta in basso, come vuole il sommo maestro Ermete Trismegisto, e pertanto attende anche alla possibilità di corporificazione dello spirito. Spesso e più generalmente inteso, esso si dice anche Umido Radicale, concetto riconducibile a tutti e tre i regni della Natura.
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Nota 31 pietra
Col termine “pietra” non si intende una vera pietra che abbia la capacità di trasmutare i metalli vili in oro: questa è una credenza volgare e superficiale. In realtà, “pietra” identifica un concetto che si avvicina alla nozione di “medicina”, ovvero qualcosa che cura lo stato imperfetto e malato del paziente in questione: ogni regno ne ha una, le cui proprietà ed i cui effetti sono uguali, ma le cui modalità di preparazione sono ben distinte.
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Nota 32 essere vivente
Si intenda ogni essere vivente, di ogni regno, proprio perché anche gli elementi del mondo minerale sono in certo qual modo vivi. Quest’acqua agisce anche sulla loro generazione, gestazione e maturazione.
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Nota 33 qualità divina
L’acqua pluviale appositamente trattata mette in mostra inoltre, la creazione del mondo, dell’uomo e della vita. Il barattolo con pioggia alchemica raccolta ed esposto in fotografia, riporta la naturale configurazione originaria del Mondo: la terra Adamica sul fondo, l’acqua rossa della creazione sopra ed il fiore salino che, tramite uno spontaneo cordone ombelicale, collega la superficie fertilizzata dall’aria col fondale ricco di cristallizzazioni. Un solo grammo di questo straordinario sale opera la purificazione del copro umano senza mezzi termini.
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Nota 34 limo
fango, motta. Il limo del Nilo è la fanghiglia ricca d’acqua che si deposita sulle sponde del fiume subito dopo le piene e gli straripamenti. È facile accorgersi della ricchezza minerale di questo fango, dato che in una zona desertica ed arida come l’Egitto l’unica zona rigogliosa di verde (verde è lo spirito della natura, è la vita vegetale) si trova sulle sponde del fiume dei faraoni.
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Nota 35 esperienze
Voglio qui fare un breve riferimento. Si è recentemente scoperto che il limo essiccato lascia a terra la soda, sale estremamente importante per le operazioni conosciute dagli antichi Egizi. Infatti, altre teorie e prove fattive hanno dimostrato che le opere architettoniche egizie venivano probabilmente realizzate non tagliando la pietra, ma creando i blocchi grazie un cemento particolare (a base di calcare misto a soda ed acqua del Nilo) che veniva colato in stampi e seccato al sole. Con tale tecnica gli Egizi potevano realizzare con poco sforzo tutte le forme che desideravano, superando ostacoli incredibili che oggi vengono curiosamente accettati e studiati con scarso successo da archeologi di fama mondiale.
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Nota 36 tria principia
I Tria Principia sono appunto i tre principi fondamentali dell’alchimia e sono: Zolfo, Sale e Mercurio, rispettivamente connessi ad Anima, Corpo e Spirito.
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Nota 37 solipsismo
In senso metafisico, il solipsismo è la posizione secondo cui la sola cosa, di cui possa dimostrare l’esistenza con certezza, è l’
io: l’esistenza di cose esterne o di altri io è posta in dubbio ed è indimostrabile. Per evidenza, dunque, è realmente dimostrabile solo ciò che concerne il proprio io e la propria coscienza. Radicalizzando in senso egoistico questa definizione, si può intendere che un solipsista sia persona per la quale solo se stessa ha importanza e solo per se stessa c’è motivo di cura, senza preoccuparsi del disagio causato agli altri, in quanto non esistenti. Ritorna al testo



Nota 38 fallaci
Mi preme riportare il pensiero hegeliano in merito all’idea di libertà. Per Hegel, la libertà sorge al termie del movimento triadico dello Spirito Soggettivo, all’interno della Filosofia dello Spirito (idea che ritorna in sé). Il tedesco afferma che nella storia dell’uomo la libertà non era mai cosciente e nessun uomo è mai stato realmente libero. Questa condizione è stata raggiunta solo grazie al cristianesimo, secondo il quale l’individuo ha un valore infinito proprio in quanto individuo che si pone come oggetto e scopo dell’amore di dio. L’uomo cristiano è libero perché dio, manifestandosi come Spirito, dimora in lui: pertanto l’uomo è destinato alla somma libertà. Poiché questo pensiero è insito nel primo momento della Filosofia dello Spirito, lo Spirito Soggettivo, non è possibile affermare (pena la negazione dell’evidenza) che tutti gli uomini esistenti siano liberi (la questione rientra nel secondo momento della Filosofia dello Spirito, lo Spirito Oggettivo, per concludersi nel terzo, lo Spirito Assoluto): si capisce solo che l’uomo in senso generico è libero. Ma la progressiva realizzazione di questa presa di coscienza, di questa consapevolezza, tramite sviluppo dialettico, porterà l’uomo ad una libertà universale perché reciproca (in vero Hegel vede questa situazione emergere già nella Germania imperiale cristiana del 19° secolo). La famosa massima che guida questo progresso è che “possiamo essere liberi solamente se tutti (coscientemente) lo sono” Per approfondimenti vedere G.F.W. Hegel, Fenomenologia dello Spirito, qualunque edizione.
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Nota 39 scolastica
Ovviamente non ci stiamo qui riferendo alla Scolastica in senso storico, ovvero ad una parte storica filosofia medievale accademicamente riconosciuta, bensì si intende dire che Otto è ancora fortemente legato agli insegnamenti ed alla metodologia dell’università.
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Nota 40 semplici
Ecco spiegato perché nella tradizione le loro identità sono sempre meticolosamente celate sotto pseudonimi, per lo più immagini animali e mitologiche in seno alla natura.
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Nota 41 Fulcanelli
Fulcanelli, il ‘fuoco del vulcano’, è l’autore di due famosissimi testi alchemici moderni, Le dimore filosofali ed Il mistero delle cattedrali. Con questi due libri si è cercato di far risorgere pubblicamente l’obliato studio dell’Ars Regia, passato nel dimenticatoio della società contemporanea eccessivamente intrisa di scientismo e positivismo. Nessuno, comunque, conosce l’identità di Fulcanelli, almeno in pubblico: forse esso è lo pseudonimo di un gruppo di persone iniziate o iniziande che stavano riproponendo al mondo il sapere alchemico. Per l'argomento si faccia riferimento a Fulcanelli di Geneviéve Dubois, edizioni Mediterranee Roma.
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Nota 42 Trismegisto
Ermete Trismegisto (il ‘tre volte grande’) è stimato essere il fondatore del sapere ermetico, che da lui prende appunto nome. Le sue conoscenze sono esposte nel famoso Corpus Hermeticum, testo di forte influenza neoplatonica. La nascita della sua figura si perde nella notte dei tempi e non è assolutamente possibile ricreare storicamente la sua vita. Non si sa neppure se fosse un solo personaggio o rappresentasse un gruppo di sapienti dell’antichità. Certo è che il personaggio nacque dall’identificazione avvenuta nella cultura greco-latina del dio Hermes ( o Mercurio) con il dio egizio Toth (lo scriba degli dei e depositario della sapienza divina fuori dal tempo).
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Nota 43 acidità
«Il fuoco contro natura dissolve in potenza, consuma uccide e distrugge la potenza che governa la forma della Pietra; infatti dissolve la Pietra in acqua di nube con la distruzione della forma (o aspetto)», George Ripley, Opere Chimiche, p.18, ed. Mirdad – Torino.
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Nota 44 flegma
Non è un caso che Ippocrate, nel suo Corpus di scritti medici, definisca il flegma come ‘uno dei quattro umori dell’uomo, responsabile della debolezza e della pigrizia’. Infatti, pensate al significato odierno della parola ‘flemma’. Si può considerare il flegma come un liquido umorale superficiale.
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Nota 45 vischio
Anche Rudolph Steiner parla delle applicazioni della tintura di vischio bianco su malati di cancro: i risultati sembrano eccellenti, a patto che il malato non sia ormai prossimo al collasso cellulare completo.
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Nota 46 spagiriche
La parola spagyria viene coniata da Paracelso e deriva dalle parole greche spao e aghiero, che significano sciolgo e coagulo. Quindi la spagyria è l’arte secondo cui tutti i processi fisiologici della natura (e quindi di ogni essere dei suoi tre regni) sono interpretabili in senso alchemico (solve et coagula), tanto che la corretta comprensione di essi ci fornirà lo strumento per scovare la medicina migliore possibile in questo mondo reale.
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Nota 47 laboratorio
Cosa vorrà significare l’allievo con la distinzione fra laboratorio esterno e laboratorio interno? Essi sono i due aspetti della Grande Opera: l’uno è necessariamente propedeutico all’altro. Il laboratorio intimo non è altro che l’anima di ognuno di noi: il primo lavoro trasmutativo da compiere è quello su noi stessi, come già detto. Lavorare sui propri impulsi, sui propri pensieri e sulla corretta disposizione d’animo nei confronti della sua relazione col mondo e la vita, è opera assolutamente indispensabile per intraprendere il sentiero dell’Arte. Il laboratorio esterno, di conseguenza, è proprio lo spazio in cui si vanno a produrre materialmente gli esperimenti e le ricerche, fra storte, alambicchi, ampolle, vetri, fuochi, lavabi e quant’altro.
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Nota 48 bambini
È più frequente rinvenire, nei testi alchemici ed esoterici, il riferimento all’alchimia come gioco di bambini e lavoro di donne.
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Nota 49 insieme
Il Maestro ed Otto hanno discusso per circa tre o quattro incontri di un testo estremamente trasparente ed affascinante, che consigliamo vivamente a tutti i lettori interessati. Si tratta dell’opera di Manfred Junius intitolata “Alchimia Verde”, edito in Italia da Edizioni Mediterranee.
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Nota 50 malattia
Qui si potrebbe intervenire con la questione dell’omeopatia. L’argomento verrà trattato più avanti, ma merita comunque un accenno già qui. L’omeopatia è una tecnica molto vicina all’alchimia nelle sue preparazioni, in linea di principio, ma ad un certo punto le strade si dividono. L’omeopatia studia applicazioni medicinali fitoterapiche, cercando il principio attivo delle piante e diluendolo nella materia ‘dalla quale’ si deve sempre partire. Ma il ricercatore omeopatico deve conoscere a fondo la frequenza della pianta, al fine di realizzarne il preparato, altrimenti esso rischia fortemente di provocare più danni che giovamento. Proseguiremo l’argomento più avanti.
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Nota 51 corporale
In termini antroposofici, potremmo dire che il cereale si occupa di corpo fisico e corpo eterico, ovvero le due forze formatrici inferiori, mentre la vita si riconduce al copro astrale ed all’io, le due forze formatrici superiori. Le quattro forze sono deputate alla formazione della vita umana in questo mondo terrestre.
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Nota 52 se stessi
Riaffiorerà qui alla mente di qualche lettore la figura del grande iniziato antico, padre della filosofia classica, Socrate. Egli, che morì sereno bevendo cicuta, soleva interrogarsi sulla natura ed essenza dell’uomo, non in antitesi ai filosofi più antichi, che invece s’interrogavano sulla natura ed essenza delle cose, ma a completamento di quella questione. La risposta di Socrate è che l’uomo è la sua anima, la psyché, l’io consapevole, l’Io di Steiner. Curare se stessi, dunque, significa curare prima di tutto la propria anima e non il corpo, che diviene solo strumento funzionale in grado predefinito alle operazioni dell’anima individuale. La debita conclusione è l’intramontabile motto socratico “conosci te stesso”, poiché l’anima ci comanda e ci ammonisce di indagare noi stessi, tanto che una vita senza ricerca non è degna neppure di essere presa in considerazione. Socrate si sentiva investito direttamente dagli dei di una missione educativa per la crescita e l’evoluzione umana: questo è il succo, il midollo dell’iniziazione.
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