MANUSCRIPTUM

ONIR

 

QUAL'E' LA NATURA DEL SALE DEI FILOSOFI LA CUI AZIONE COMPIE LA TRASFORMAZIONE DEL MERCURIO E DELLO ZOLFO IN PIETRA DEI FILOSOFI
Capitolo X

Gli antichi chimici non hanno fatto alcuna menzione del sale dei filosofi, la cui azione compie la trasformazione del mercurio e dello zolfo dei filosofi in elisir.
La ragione che li ha spinti ad un tale silenzio potrebbe ben essere che essi stessi non hanno voluto svelare la chiave dell'arte. Il nostro sale è infatti veramente la chiave dell'arte, e senza di questo né lo zolfo, né il mercurio possono essere resi manifesti, il sale infatti li cela allo sguardo, li dissimula e li tiene schiavi come in prigione per impedire che si mostrino.
E' per questo che Sendivogius riferisce nel suo trattato dello zolfo che il sale e lo zolfo litigano tra di loro in una fonte, oppure intorno ad una fonte molto pura e limpida, e che si combattono finché lo zolfo non sia ferito dal sale nella fonte, non è sangue che esce dalle sue ferite come sarebbe logico, ma un latte puro che si coagula in burro nel recipiente.
Si tratta di tutta la base della nostra opera come indica molto chiaramente Sendivogius nel suo trattato dello zolfo quando riferisce che tale latte o burro, si trasforma in un grande fiume in cui Diana in persona venne inghiottita; volendo il sole salvare Diana dal naufragio, questi la trascinò con sé ed entrambi vennero inghiottiti in quel fiume ove restano fino al momento in cui resuscitano dai morti.
Sono tutte cose che mostrano a quanti hanno occhi di luce che lì è il punto di partenza della fabbricazione della Pietra. Il sale dei filosofi che cerchiamo in questo capitolo è dunque la chiave suprema dell'arte; è questo sale che rinchiude in sé il cielo tutto intero, il sole e la luna, tutte le stelle e gli elementi; che li contiene in sé e  viene mantenuto in un solo ed identico corpo contemporaneamente al mercurio e allo zolfo. Ciò che infatti dona corpo al mercurio e allo zolfo, o se si preferisce all'umido e al calore radicale metallico, è il sale: entrambi infatti si corporificano per mezzo del sale stesso. Di conseguenza senza il sale nulla si può fare nella nostra arte e noi non possiamo riuscire a vedere e a toccare il nostro mercurio e il nostro zolfo.
Colui che opera nella nostra arte senza sale, lancia delle frecce con un arco senza corda. Chi dunque sa fabbricare questo sale, perché il nostro mercurio e il nostro zolfo si mostrino ed appaiano, conosce la base dell'arte.
Occorre dunque studiare e percorrere tutti i libri degli antichi per conoscere innanzitutto quel famoso sale e la sua fabbricazione; infatti, senza la fabbricazione di tale sale, non possiamo ottenere né mercurio né zolfo per condurre a compimento la nostra opera. Per contro, fabbricandolo, noi li rendiamo volatili mentre in esso sono fissi, senza questa volatilità non si possono ottenere lo zolfo e il mercurio, rinchiusi e prigionieri nel sale come in una prigione; e se non li rendiamo volatili non possiamo riuscire a depurarli e ottenere il nostro elisir, poiché questo viene portato a compimento solo a partire dai principi metallici più puri che si possano ottenere solo con la sua fabbricazione e sublimazione, come diverrà perfettamente chiaro nel capitolo seguente.