MANUSCRIPTUM

ONIR

 

CHE COS' E' LA PIETRA DEI FILOSOFI DELLA NATURA
Capitolo II

A partire dal capitolo precedente, possiamo ricostruire quale sia la natura della Pietra dei filosofi. Abbiamo infatti sostenuto che essa stessa è la materia o semenza a partire dalla quale esistono l'oro, l'argento e gli altri metalli; ma questo è troppo oscuro per coloro che gustano l'arte chimica solo con le labbra, occorre esaminare in cosa consiste tale materia e seme metallico; infatti tale seme non si vede nei metalli, cosicché, molti non vedendolo ne negano l'esistenza; essi infatti hanno il cervello fatto come un occhio: credono solo a quel che vedono.
Ermete Trismegisto afferma che i metalli hanno un seme a partire dal quale essi crescono, egli afferma ancora nella sua tavola smeraldina che ciò che sta in alto è della stessa natura di ciò che sta in basso. Così gli animali e i vegetali che sono sulla superficie della terra e che sono realmente esseri superiori, hanno un seme a partire dal quale essi crescono; e dunque gli esseri inferiori che sono i minerali e i metalli che crescono nella parte inferiore della terra hanno pure un seme come gli esseri superiori, per esempio gli animali ed i vegetali.
Non si può dunque negare che i metalli e i minerali abbiano un seme a partire dal quale si producono e crescono; ma quale sia questo seme, e con quale processo si produca nella natura, è quanto occorre ora ricercare. Il seme animale e vegetale proviene in effetti dal cielo; similmente il seme minerale e metallico proviene pure dagli elementi del cielo.
Il cielo proietta negli elementi, e in particolare al centro della terra, ciò che i suoi raggi e i suoi influssi hanno di più puro; ciò viene allora digerito e completamente cotto dal calore naturale del centro della terra stessa; poi con i suoi propri mezzi, finché quella parte più pura del cielo e di tutti gli elementi non formi un corpo e tale corpo formi uno spirito. In tal modo quella sostanza si trasforma una prima volta da spirito in corpo e poi tale corpo si trasforma di nuovo in uno spirito, che, per l'unione e il ripetuto congiungimento al suo corpo, diventa infine una sostanza spirituale che possiede qualcosa di corporeo. Tale sostanza non è nulla altro che quel corpo fisso che i filosofi chiamano zolfo della natura  e che infine, rinchiuso nelle vene dei monti, una volta fissato il suo centro, si fissa  in metallo.
Se esso è puro si trasforma in oro puro, se è impuro si muta in metallo imperfetto e i metalli impuri si diversificano e si distinguono secondo la diversità delle loro impurità. Tale è dunque realmente il seme metallico, forgiato a partire dal flusso celeste  e dalle sostanze più pure degli elementi. Allo stesso tempo si sublima e circola attraverso i pori della terra, si impregna di varie sozzure, poiché incontra l'impurità nei pori impuri e sporchi della terra; è da tale impurità, come ho indicato, che nascono i diversi metalli imperfetti, cioè il piombo, lo stagno, l'argento vivo, il ferro ed il rame.
Ma se quel seme puro è rinchiuso nelle rocce pure, si cuoce in oro e in argento grazie al suo proprio calore naturale e al calore naturale della terra stessa. Questo seme metallico occupa dunque una posizione centrale nelle matrici dei metalli, che pure sono i luoghi ove vengono generati i metalli. E' realmente la Pietra dei filosofi, poiché è precisamente a partire da tale pura realtà, che una cottura dovuta all'arte rende ancora più pura, che si ottiene la Pietra che porta alla sua perfezione tutto ciò che soffre di un difetto.
E' così che i metalli imperfetti si completano fino a diventare oro e argento, nella misura in cui essi soffrono un simile difetto nell'arte chimica: tale Pietra non vi è differente e la sostanza resta in ogni punto simile a quanto essa è nella natura.
Ma gli uomini non sanno utilizzarla, essi se ne servono in eccesso là dove essa non serve a nulla, ma produce male piuttosto che il bene.