MANUSCRIPTUM

ONIR

 

COSA NE SIA DELLA BESTIA NERA CHE E' NEI BOSCHI, PERDE LA SUA NEREZZA E SI RIVESTE DI UN MIRABILE BIANCORE
Capitolo XXIII

Molti comprendono ciò in relazione alla fuliggine ordinaria. La fuliggine è infatti nascosta nel legno che si trae dalla foresta per alimentare il fuoco, ed è per questo che si eleva nei camini. Si dice allora: Vi è un uccello nella foresta, di nero tutto vestito che, se qualcosa gli viene tolto, tutto bianco diventerà.
Ma si sbagliano completamente e si ingannano in ogni punto, poiché la foresta dei chimici è il loro corpo, dal quale esce il loro zolfo e il loro mercurio, e la bestia nera è la materia stessa quando si decompone e il suo corpo si riduce in putredine. Essa infatti nella putrefazione acquisisce la nerezza, in seguito un estremo biancore con una cottura continua.
Si tratta veramente della bestia nera che vive nella nostra foresta e  vi dimora e se le si toglie gli escrementi di cui rigurgita essa si veste di un mirabile biancore. Mentre il nostro mercurio e il nostro zolfo vengono cotti insieme con una stessa cottura, essi continuano la loro maturazione e mentre vengono a maturazione acquisiscono perfetti colori quali il bianco e il rosso; di conseguenza mentre la nostra materia cuoce, essa raggiunge il suo completamento e giunge a maturazione; mentre matura si ammanta di colori perfetti e compiuti, bianco e rosso puri, che si ritrovano nella maturazione, poiché essi durano sempre e restano nella nostra materia una volta che siano stati completamente cotti nel nostro fuoco.
Così dunque questa bestia nera nella nostra foresta non è altro che  la nostra materia, che dapprima annerisce cuocendo, poi sbianca ed infine arrossisce, e mantiene tale colorazione rossa.