MANUSCRIPTUM

ONIR

 

QUAL'E' LA NATURA DEL CORPO POSSEDUTO DALLA PIETRA DEI FILOSOFI E DI QUALE VESTE ESSA SI COPRE
Capitolo III

Questo capitolo contiene l'arte tutta intera e la svela ai saggi che conoscono il leone chimico; una volta infatti che si sappia che cos'è il corpo del nostro leone, o Pietra dei filosofi, tutto il resto è solo una faccenda da donne e un gioco da ragazzi.
Dobbiamo cuocere per tutto il tempo necessario e avere la pazienza e il tempo affinché venga completata l'opera tanto desiderata.
Se la Pietra è la quintessenza del cielo e di tutti gli elementi, essa non può avere altro corpo né indossare altra veste che il corpo e la veste del sale; per quanto infatti esso cuocia al centro della terra, tale spirito non può per tale cottura indossare altra veste che quella del sale, poiché in quel sale noi vediamo tutti gli elementi.
Vediamo il fuoco per via del calore e della luminosità che esso manifesta, percepiamo l'aria per via della sua porosità e biancore, scorgiamo l'acqua per la sua diafanità ed umidità, percepiamo la terra per la sua corporeità e la sua massa compatta, vediamo il cielo per le caratteristiche e rimarchevoli proprietà del sole e della luna, così che tutte le cause che producono il sale stesso sono rinchiuse e percepibili in esso.
Cosa desiderare maggiormente in un soggetto così eccezionale, che si chiama Pietra dei Filosofi, anche se non è una Pietra e non ha la natura di una Pietra?
Si chiama comunque Pietra anche se fonde e si liquefa nell'acqua, ciò che non fanno le pietre. Esse infatti non si liquefano né si dissolvono nell'acqua ma al contrario si induriscono e si accrescono sempre più. L'acqua infatti è madre e origine di tutte le Pietre poiché lo spirito di Venere della nostra Pietra dimora nell'acqua, che indurisce in Pietra la materia e la cuoce in mezzo alle acque stesse. Di conseguenza la nostra Pietra, o seme dei nostri metalli, e quintessenza del cielo degli elementi, non può rivestire altro corpo o altro abito se non quello del sale. L'enorme calore che si trova infatti in una tale materia produce il corpo del sale, come si richiede dalla natura stessa; poiché, dato che la natura deve formare e generare da sé a partire dal suo proprio corpo e dal suo proprio spirito, ciò non si può fare per mezzo di un corpo diverso dal sale, possedendo quest'ultimo naturalmente l'attitudine a produrre e generare tutto.
Gli altri corpi non possono compiere ciò senza essere stati ridotti in tale materia che è la prima di tutte. Tale materia prima non può essere ridotta in un'altra sostanza, altrimenti si determinerebbe allora una progressione all'infinito. Ma, dopo che tutte le cose sono state ridotte in tale materia prima, si producono allora, a partire da questa materia, delle generazioni varie ed infinite secondo la disposizione che diversi agenti le hanno dato, generazioni che ordinano tale materia in vari modi e producono a partire da quella tutti i corpi misti.
Si deve dunque concludere che la Pietra dei filosofi non può assumere altro corpo né veste se non il sale. Esso si trova e risiede ovunque ove nulla si può generare. E, dove qualcosa viene generato, tale materia viene impiegata per tale generazione.